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Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio.
Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!
W. Allen
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Premesso che un titolo cosí meriterebbe un suo tag, anzi mó lo creo
.......
Dicevamo. Sono ormai un pó di giorni che la vostra Punessa cercava una foto, un'immagine per ricordare Neda. Ne aveva viste molte, ma nessuna che la convincesse.
Poi oggi, per caso, ho rivisto una foto di un quadro del salone di casa dei genitori, questo:

Il quadro in questione fa riferimento a un' occupazione, pacificata a colpi di fucili dai carabinieri, degli anni 70. I carabinieri sullo sfondo sono senza volto, rappresentazione dell'impersonale potere della "giustizia" e i giovani in primo piano incompiuti, come le loro vite (qui si intravede, ma nel quadro c'e' ancora la traccia del reticolato).
Ecco, io ho visto questa foto e ho pensato a Neda.
Cosí da oggi, una storia che da pubblica era per me diventata privata e' tornata ad essere pubblica.
In un circolo virtuoso di memoria e lotta.
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Oggi era l'ultimo giorno di lavoro per la Punessa.
Salutava tutti, baci abbracci e reciproci complimenti. Andava via, ma a testa alta. Poi, si e' avvicinata prendere un succo di frutta.
Troppa disinvoltura, troppo presa a godersi il suo momento di gloria, La Punessa non ha coordinato bene i movimenti....
Ed eccola, con la gonna zuppa di succo di frutta , nel centro della sala, sotto gli occhi di tutti.
Oh sí, sono andata via a testa altissima.

Nella foto, la nuova collezione bagno doccia della Punessa
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..se questo blog avesse un po' piu' di lettori ( tra parentesi, ma chi mi legge dalla Svizzera?? Chi sei tu, lettore/lettrice svizzero??Perche' io credo che qui arrivino solo persone che sanno chi sono e io non conosco nessuno che viva in Svizzera-che io sappia..) lancerei un referendum....
Siccome rischio che faccia la fine degli ultimi italiani, me la canto e me la suono da sola.
Il problema e' che bisogna trovare un nome definitivo al mio Signor Marito ossia Zuccone ossia Synaeg ossia altri mille che qui ancora non sono apparsi ma con cui lo chiamo - a seconda di come mi gira la luna- nel corso della giornata.
Perche' la verita' e' che ci sono momenti della giornata in cui non potrei definirlo in nessun altro modo che il mio Signor marito e altri Zuccone.

E in tempi rapidissimi va accumulando moltissimi altri nomi.
Voglio dire che e' sempre lo stesso, ma non smette mai di essere diverso.
Non smette mai di sorprendermi, nel bene o nel male (ma piu' spesso nel bene).
Ora, dico io, come si fa a non amare totalmente un uomo che ogni giorno e' diverso ma sempre restando lo stesso???
E infatti io mi sono arresa..

e lo amo totalmente, qualsiasi sia il nome che uso.
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"Ma hai letto che dice Bondi??"
Ecco come ha esordito in chat il signor Zuccone (sí sí, viviamo assieme e chattiamo pure..per fortuna non da due stanze diverse della stessa casa...).
La Punessa, siccome il Signor Zuccone consiglia sempre letture interessanti, apre il link e quando arriva a:
ingenuamente chiede:

"Ma sta parlando del PDL, giusto??"
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La Punessa quando legge, non legge.
DIVORA.
Legge di fretta, veloce veloce. Non salta (quasi) mai una pagina, ma legge, legge e legge divorata dal desiderio di sapere come andra´ a finire, che ne sara´ dei protagonisti e dei personaggi secondari, desiderosa di godersi un buon finale -che non sempre é un finale buono.
Sa benissimo di perdersi un sacco di dettagli, anche se mentre legge le sembra di dare a ogni piccola cosa la giusta attenzione, quelle piccole cose che farebbero la lettura migliore e che renderebbero migliore lei. Pero' non sa leggere a scartamento ridotto, non sa fermarsi a guardare il paesaggio.
La Punessa, si e' accorta oggi, a volte fa lo stesso con la sua vita.
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Non e' sommamente ironico che lo stesso giorno in cui ti danno la targhettina con il tuo nome al lavoro, ti dicano anche che tra dieci giorni te ne mandano via ?
Per fortuna, siccome La Punessa vedeva arrivare la mala parata, gia' un altro lavoro in ballo!!!
¡¡TOMA YA!!
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Io non sono ambiziosa.
Me l'ha detto perfino un test su facebook. E se lo dice lui...
Dicevamo: io non sono ambiziosa.
Del lavoro che faccio, con l'essere dignitoso e pagato il giusto, mi dico soddisfatta.
Della casa in cui vivo, con l'essere senza crepe ne' macchie d'umidita', sono felice.
Della citta' in cui vivo, e della zona della citta' stessa, non mi interessa niente.
Avevo una passione per scarpe, vestiti etc etc, ho perso anche questa. Negli ultimi mesi quel poco che ho comprato, l'ho comprato in un outlet di una marca economica.
Delle vacanze che faccio, una sola volta fuori dall'Europa, sono sempre tornata come se avessi visto un mondo totalmente nuovo ( e certe volte, pure da una sala di attesa o da un supermercato, se avevo parlato con qualcuno di particolare).
Decisimente, non sono ambiziosa.
Ho progetti minimi e semplici, nessun grande visionaria meta, nessuna vetta incredibile da scalare, nessun territorio vergine da conquistare.
Vorrei sapere sereno il mio signor marito, avere i miei cari vicino (ma non troppo), vivere in una casetta senza crepe ne' umidita' e con un lavoro degno e giustamente pagato. Semplicemente.
Si', si', e' proprio come dicono: io non sono ambiziosa...
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Nell'anteriore vita della Punessa la mandavano in giro a convegni, corsi, congressi et similaria e lei non arrivava MAI nell'albergo prima delle due/tre di notte.
Approfittava della trasferta per andarsene a cena con amici che vivevano nella citta' di turno: arrivava e via a cena. Ovviamente, da brava maniaca del controllo, telefonava sempre in albergo per avvertire che, sebbene a notte fonda, sarebbe arrivata.
Pero', nonostante avesse telefonato, il ricezionista di turno la guardava sempre in cagnesco all'arrivo. E lei non si spiegava il perche'..
Questo era PRIMA.
Ora che la Punessa sta dall'altra parte del bancone e sa che quel maledetto cliente che arriva alle due di notte non fa altro che renderle impossibile la chiusura del giorno e tutte le conseguenti operazioni che deve fare, ora capisce.
Pubblicamente, chiedo scusa a tutti i ricezionisti che ho fatto aspettare.
Se cambio di nuovo vita, non lo rifaro'.
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